venerdì 22 febbraio 2008

RIMINI E FORLI': VISITE GUIDATE

VISITE GUIDATE
MERCOLEDI 26 MARZO 2008

MATTINO
RIMINI “LA DOMUS DEL CHIRURGO” 600metri quadrati coperti da una grande cupole.

POMERIGGIO
FORLI’ MOSTRA “IL CAGNACCI , PROTAGONISTA DEL SEICENTO TRA CARAVAGGIO E RENI” Oltre 90 opere da Musei italiani e stranieri tra cui alcune del Caravaggio e dei suoi seguaci

PROGRAMMA
Ore 8,00
Ravenna partenza pulmann piazzale della stazione Ravenna

ore 8,30
Cervia scuola media

Ore 10,00
Rimini piazza Ferrari visita alla mostra “LA DOMUS DEL CHIRURGO”

ore 12,00 circa
pranzo libero (self service, pic nic, a buffet)

0re 15,00
Forlì Complesso di San Domenico visita Mostra “IL CAGNACCI , PROTAGONISTA DEL SEICENTO TRA CARAVAGGIO E RENI”

Prenotazioni
entro lunedì 10 marzo

Quota
42 euro (pulmann, prenotazioni, ingressi, guide)

LINK utili
http://www.guidocagnacci.com/
http://www.cultura.comune.forli.fo.it/servizi/menu/dinamica.aspx?idArea=17262&idCat=16347&ID=16347&TipoElemento=categoria

http://www.rimini-it.it/domus.htm
http://www.archeobo.arti.beniculturali.it/rimini_domus/domus_chirurgo.htm

La domus del chirurgo
Durante l'estate del 1989, in occasione di alcuni lavori di abbellimento urbano in piazza Ferrari a Rimini, sono venuti alla luce materiali archeologici di notevole interesse, relativi ad una villa correlata a notevoli accessori di raro valore.


I lavori di scavo, immediatamente intrapresi, durati una decina di anni con alcune comprensibili lunghe pause, hanno permesso di identificare un grande complesso archeologico sviluppatosi tra l'epoca romana tardo-imperiale e la tarda antichità.

Oltre ai mosaici l'area aveva restituito nel corso dei secoli vari materiali: un epigrafe, delle sculture in pietra e resti di decorazione architettonica. Il complesso rinvenuto si componeva della cosidetta "Domus del chirurgo" di età romana e di un edificio tardo antico. La "Domus" venne edificata nel corso della seconda metà del II secolo d.C.
L'edificio è stato identificato con l'abitazione e lo studio professionale di un importante medico, una specie di "Taberna medica domestica" con spazi riservati a ricevere, a visitare ed a curare i pazienti, come dimostrano il notevole strumentario chirurgico rinvenuto: la più importante testimonianza chirurgica nel mondo romano finora mai rinvenuta.

Con tutta probabilità il chirurgo era di origine e cultura greca, come dimostrano iscrizioni in caratteri greci rinvenute.
Un violento incendio, avvenuto verso il 257 d.C. devastò la domus. Tale distruzione viene collegata con l'invasione barbarica della Valle Padana ad opera degli Alamanni. Infatti, anche l'ultima cortina muraria riminese, quella riferibile al III secolo d.C., fu innalzata velocemente a causa dell' imminente arrivo degli Alamanni.

Inoltre l'ubicazione della domus, in riva al mare, probabilmente sotto una pineta, denota come fosse stata costruita durante un periodo di pace. Tuttavia durante la discesa delle genti barbare, fu una delle prime ad essere colpita dai dardi incendiati scagliati dai navigli Alamanni.

Ricchissimo infine anche il patrimonio decorativo lasciatoci dalla Domus, ancora a testimoniare l'importanza ed il prestigio del residente.
Da segnalare, entrambi visitabili presso il museo cittadino, il bellissimo mosaico e il pannello decorato con pesci in vetro policromo raffigurati sopra.

----------------------------------------------------------------------------------------------

Protagonista del Seicento
Nel Seicento, l’Italia e l’Europa entrano nella modernità. Il XVII secolo è già il nostro tempo intellettuale, spirituale ed emotivo.È stato, il Seicento, l’epoca che ha intuito, con Galileo, l’infinitudine dei cieli e, con Shakespeare, gli insondabili abissi dell’animo umano; che ha sperimentato, con i suoi grandi mistici, il “silenzio di Dio” e il naufragio dell’Assoluto; che ha inventato il romanzo moderno con Cervantes e il “recitar cantando” con Monteverdi.

È stata l’epoca che, con Bernini, ha modellato la città come una sola immensa scultura, che ha fatto cadere i confini fisici dell’abitare con l’illusionismo aereo di Pietro da Cortona e di padre Pozzo e anticipato il cinema portando, con Caravaggio, il dramma della luce e l’urgenza del vero dentro la figurazione.Di quel secolo il romagnolo Guido Cagnacci fu protagonista. Non testimone e neppure comprimario, ma protagonista. Partito dalla “piccola Siviglia” (Arcangeli) riminese, partecipò a Roma della rivoluzione caravaggesca e, a Bologna, della “bellezza virtuosa” di Guido Reni.

Fu a Venezia e alla corte imperiale di Vienna.Come un iperrealista dei giorni nostri lo affascinava l’obliquo enigma delle cose. Come un autore a noi contemporaneo riuscì a rendere visibile il vero dei sentimenti, delle emozioni, degli affetti, forzandone la rappresentazione fino all’oltranza e all’iperbole.Venerata religione, estasi mistica, concitata eloquenza, malinconico e compulsivo erotismo, percezione della fatalità della storia, violenza e dramma nelle umane passioni.

Ecco ciò che occupa i quadri di Cagnacci. Questo universo magmatico, tumultuoso e già moderno, nessuno come lui, nel suo secolo, è riuscito a metterlo in figura.
Antonio Paolucci

Nessun commento: